Iniziato in puro stile celentaniano ricalcando
(anche troppo) il monologo dicotomico "Ce l'ho - Mi manca" che si rifà
appunto a quello "E' Rock - E' Lento" del molleggiato, il nuovo show dell'eterno
ragazzo di Monghidoro mi è, tutto sommato, piaciuto.
Non mi ha proprio entusiasmato, per un paio di punti che poi vi dirò, ma è parso
gradevole. Iniziamo con le cose che mi sono piaciute.
Innanzitutto, beh sì, lui. A 60 anni suonati è ancora un bell'uomo.
Non c'è che dire.
Agile, scattante e in forma come al suo solito. Le rughe
intorno agli occhi - celesti e bellissimi - ne sottolineano il fascino maturo ma,
allo stesso tempo, da ragazzo che sembra non sentire il peso del tempo.
Rughe forse dovute al fatto che sorride sempre e perciò, rughe benedette!!
Il cast che lo accompagna in questa avventura di 5 puntate non è particolarmente
eclatante e in questo penso la produzione avrebbe potuto fare qualcosa in più.
Paul Sorvino (conosciuto in tanti film) è l'italo-americano per antonomasia.
Alto, piazzato con lo sguardo da finto duro. Lo slang parteno-inglese gli
conferisce lo status classico del "boss" (come spesso infatti Morandi lo
chiamerà durante la serata) dei film di Scorsese, De Niro e Al Pacino ambientati
tra Little Italy e Brooklin (detto spesso "broccolino" dai nostri connazionali
d'oltreoceano).
Sorvino mi è piaciuto in sè, è un bravo tenore, ma pare ancora un po' fuori luogo nello show
del Gianni nazionale. Speriamo si amalgami col programma.
L'anti-soubrette, come lei stessa si definisce, è la spagnola Ester Ortega.
Esordisce dicendo che ama l'Italia e gli Italiani e che quest'ultimi sono tanto
(ripetuto più volte come ad intendere troppo??) ESTERofili e lei, dato il suo
nome, avrebbe tutte le carte in regola per piacerci.
Per una volta una co-protagonista femminile non troppo bella e e soprattutto non
tanto vistosa (infatti Gianni si lamenta, scherzando, del fatto che a lui non
sia toccata la classica "tettona"...) ma tutto sommato piacevole.
A parer mio forse un po' troppo vincolata nel ruolo di "spagnola in italia" che
deve per forza propinarci tango, flamengo e "esse" trisciata, e tutto ciò che di
ispanico sembra le venga sempre richiesto da quando è da noi.
La parte comica è affidata (?) al cabarettista
Marco Del Noce che veramente non mi piace e, soprattutto, non mi fa ridere. Si
insomma, il suo "Sochmaker" è un po' sfruttato e pare non essere in grado di
rinnovarsi un granchè.
Le canzoni proposte da Gianni sono le solite. Le solite BELLE canzoni, belle da
tanti anni. Anche loro, come lui, sembrano non risentire del tempo che passa.
Da "Scende la pioggia", alla più recente "Bella
signora" passando per "Andavo a cent'allora" o l'immancabile "Fatti mandare
dalla mamma..." proposta anche in spagnolo dalla simpatica Ortega che confessa
di non aver sentito parlare di Gianni prima di incontrarlo (... possibile??) ma
che invece la NONNA lo conosceva benissimo.
;-))
Simpatica, la ragazza!!
Le canzoni dicevamo sono le stesse di sempre (ma
non per questo meno belle) con qualche brano del nuovo album, ma le coreografie
(a firma Nikos Lagousakos) del gruppo di ballo posizionato sotto il palco, sono banali e
stucchevoli se non proprio inguardabili.
I ragazzi (giovani, molto giovani,
anche troppo) che compongono il gruppo coreografico sembrano disinteressati,
svogliati e, soprattutto, sembrano essere passati lì per caso.
...Non dimostrano di
conoscere neppure le canzoni che ballano!!
Forse si poteva (o doveva??) trovare di meglio.
Per ciò che riguarda Gianni non mi è piaciuto la sua parte "moralista" nello
show.
In "Uno di noi", lo show di due anni fà, fece un lungo monologo
(sponsorizzato??) sulla FIAT, e sull'importanza della fabbrica nazionale per
eccellenza del nostro paese, prendendo a pretesto la celebre canzone
sulla "500 di papà".
Stavolta ci ricorda come sia sbagliato e da inetti
gettare bottigliette di plastica per la strada, o nelle scarpate lungo le
autostrade.
Poi, non contento, racconta pure un episodio di come lui avrebbe (??)
brontolato un suo vicino di casa reo di aver lasciato rifiuti ingombranti vicino
al cassonetto. In effetti...un po' troppo.
...Oh Gianni non ti allargare!!
Di predicatori in tv (che faceva spenge e accendere le luci di casa a comando)
ce n'è già stato uno, e se fai così sembri solo il suo pappagallo.
Lasciagliele a lui queste cose.
A te la polemica e la morale non ti hanno mai
toccato e - FORSE - piaci proprio per questo... da tanto tempo!!
Non devi aver complessi nei riguardi
di "Yuppi du" sennò tu ti snaturi!!
Dammi retta!!
Da lui certe cose ci si aspettano... è il suo personaggio. Non il tuo!!
E poi lui, anche a costo di apparire saccente o presuntuoso, ha detto/fatto
cose criticabili o non totalmente condivisibili ma le ha dette.
Ha rischiato,
andando fuori dal coro.
Tu no, sempre troppo buonista e attento a non offendere nessuno. Viaaaaa!!
Detto ciò veniamo alla parte migliore. Lo scherzo
a Pupo mi è piaciuto molto.
E' parso cascarci con tutte le scarpe il Ghinazzi
quando crede che le due bellone ci stiano. L'occhio arzillo e voglioso sembrava
sincero.
Altra cosa degna di nota: i duetti impossibili.
Quelli con Gaber e Battisti sono
stati "tecnologicamente" ben fatti, anche se non proprio nuova l'idea (lo
aveva già fatto, tra gli altri, Natalie Cole col padre Nat) mi è piaciuta;
volendo essere pignoli nel secondo forse potevano curare più alcuni particolari.
Comunque giusto, secondo me, quest'omaggio a due grandi.
Divertente era soprattutto guardare, quando inquadrate, le facce stupite del pubblico al palasport
che non capiva (se non guardando il vidiwall) con chi stesse cantando Gianni.
Sul palco infatti apparivano controfigure veramente poco somiglianti.
Per la prima puntata il voto è 6 e mezzo, tendente al sette.
Ma tu Gianni, canta, non moralizzare nessuno e canta.
La gente vuole sentirti cantare.
E tu fai cosa ti dicevano i tuoi commilitoni nei filmetti anni 60 dove eri
militare "...Canta Bolognaaaaaaaaaa!!"